Finalmente sono stati pubblicati da Pool Sci Italia i dati sul mercato italiano.L'associazione, che da oltre quattro anni raccoglie e pubblica i dati riguardanti il mercato italiano delle attrezzature per lo sci, rappresenta le marche che fanno il 90% del mercato: Atomic, Dynastar,Elan, Fisher, Head, Nordica, Rossignol, Salomon, Volkl, Look, Marker, Tyrolia, Lange, Dolomite, e Tecnica.
Gli anni pubblicati sono da intendersi periodo 1 Aprile - 31 Marzo.
Nell'ultimo anno 2007-2008 il mercato (sci+attacchi+scarponi) segna uno sconfortante -29% a volume, ed un -28% a valore.
Il valore unitario medio stranamente aumenta (+1%), ma solo per effetto di un evidente riposizionamento verso l'alto degli attacchi che segnano addirittura un +10%.
Oltre alle evidenti conseguenze della recessione, Pool Sci Italia addebita l'importante perdita agli alti stock dei negozi dovuti all'eccezionale inverno privo di neve del 2006/07. Non mi fermerei però qui nell'analisi.
Stranamente vediamo crescere ogni anno i passaggi negli impianti di risalita. Due anni fa, anche con la così tristemente pubblicizzata poca neve, il numero di passaggi in una località ben rappresentativa del panorama italiano (Canazei) aveva sostanzialmente tenuto, considerando che gli impianti erano stati aperti una decina di giorni dopo rispetto alla stagione 2005/06. Mi chiedo quindi se ci sia stato davvero un overstock dei magazzini, e se questo abbia inciso sugli acquisti dei negozianti: lo sci dell'anno prima lo acquista solo chi cerca l'occasione. Mi chiedo quanto abbia inciso la crescita degli snowboard? Ma soprattutto: quanto la mancanza di idee? Quanto la mancanza di innovazione? Quanto la mancanza di comunicazione? Le fiere di settore vengono sempre più spesso abbandonate per recuperare risorse finanziarie per le vendite. La mia impressione è che le aziende si stiano abbandonando in una pericolosa inerzia, in una assoluta mancanza di proattività, una evidente passività dovuta ad una ridotta concorrenza rispetto agli anni passati, fra i sempre meno numerosi e grandi gruppi, che acquisiscono brand storici ed importanti (facendoli spesso morire).
Ricordate, negli anni 80, la pubblicità della birra fatta da Renzo Arbore? Reclamizzava l'intera categoria, non una marca: tutti i produttori si erano alleati per far crescere il mercato. Avevano unito le forze, invece di combattersi, perchè avevano deciso di crescere, riuscendoci. Gli associati Pool Sci dovrebbero prenderne spunto. I manuali di economia sono pieni di esempi di questo tipo. Ma non solo: per fortuna qualche virtuoso, secondo me, c'è ancora. Tra le aziende del mercato sci, una si distingue da qualche anno per la forte crescita, e guarda caso è sempre presente in fiere con grandi stand, è investe grandi cifre per importanti testimonial, nonchè per innovazione vera.
Gli alibi di scarsa e ridotta redditività di questi prodotti non sono credibili: chi investe bene, ha sempre il ritorno nelle vendite e nei margini. E' altrettanto certo che chi lascia le vendite da sole, ha gia un piede nella fossa, danneggiando tutto il settore.Volete una prova ulteriore? Sul totale degli sci venduti nell'ultima stagione, la quota dei racecarve, degli sci gara, e dei freeride è stata l'unica a crescere. Si tratta di sci per un utilizzo specifico, dove il tasso d'innovazione ed il valore aggiunto sono maggiori.
Qualche dubbio ancora? Nelle diverse fasce di prezzo, all'interno della categoria allround, gli sci sopra i 350€ crescono in maniera molto forte. Nella fascia dai 200 ai 350 dimezzano la loro incidenza. La stessa cosa accade nel mercato degli scarponi: quelli sopra i 300€ aumentano fortemente la loro incidenza a discapito di quelli sotto i 200.
La vita è fatta di cicli: auguriamoci di essere alla fine di uno ormai povero di idee e ricco di tante lezioni, pronti a ripartire per godere lo sport più bello al mondo con una nuova vitalità!